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LUINO

Imbarcadero

2009  /  2015

 

l lavori di riqualificazione dell’imbarcadero  rientrano  nel  progetto di riqualificazione del lungolago nella zona del centro storico. 

L’edificio nella sua veste originaria risale al 1903.

Degli atti amministrativi  inerenti a questo progetto come dell’ampliamento del 1932, non e rimasta traccia.  L’unica fonte che ci documenta la sua conformazione sono le fotografe d’epoca.

L'edificio ha subito nel tempo significative modifiche e alterazioni. Da una analisi diretta sul manufatto, si rinvengono ampliamenti e superfetazioni funzionali all’insediamento sul lato sud  di una attività commerciale di ristorazione risalente al 1932.

Ampliamento che contestò profondamente l’impostazione simmetrica  sviluppata sull’asse est-ovest dell’edificio originario.  Il permanere del padiglione centrale  con la volta policentrica ha generato il contrasto con la nuova impostazione dei volumi aggiunti sviluppati sull’asse nord-sud. Due corpi bassi incorniciavano in origine tale spazio voltato. L’inserimento di spazi asimmetrici a configurare la plancia di una nave, sviluppati sull’asse opposto genera una incongruenza sostanziale tra i due episodi che hanno configurato sino ai giorni nostri l’edificio. La contraddizione compositiva è sostanziale. Tale trasformazione alterò significativamente l’originario edificio. Il padiglione a sud viene sventrato per aggregare il nuovo volume, mentre i caratteri originari  del fronte est  vengono  sostanzialmente alterati e quasi totalmente eliminati.   Ogni modanatura, cornice, elementi verticali di coronamento che caratterizzavano il fronte est, sono stati eliminati.

Spoliazione che ha subito parte della struttura metallica nei punti di imposta degli archi e lungo l’estradosso della trave di bordo che si intravede decorata da ricami metallici nelle foto d’epoca. Lo stesso serramento che chiudeva il padiglione risale agli anni sessanta del novecento, posato in sostituzione di quello originario.

IL PROGETTO

Il manufatto non viene alterato nella sua fisicità . Ogni elemento che si aggiunge viene montato e pertanto risulta reversibile. Le uniche modifiche vengono apportate alle partizioni interne e si aggiunge una sola bucatura per accedere agli spazi dell’attuale bar. In origine già esisteva in tale punto una porta che serviva a connettere l’originaria stanza a sud del padiglione centrale.

 Il progetto nel risolvere le esigenze funzionali di distribuzione degli spazi di servizio, su tale fronte interno, sfrutta le attuali bucature senza modificare le superfici murarie.

 Con l’Amministrazione si sono individuate le funzioni da assegnare agli spazi operando una serie di rimozioni di elementi di recente costruzione. L’attuale bar viene riconvertito in punto di informazioni turistiche, mentre la sala di attesa, viene liberata dal box della biglietteria e dalle recinzioni recentemente realizzate,  restituendo la completa vista sul molo e  lo sfondo del paesaggio.

La sala di attesa

 

La riqualificazione delle superfici

La proposta maturata nella prima visita all’imbarcadero, è stata di riqualificare il volume voltato facendolo assurgere a porta di ingresso, punto di accoglienza alla città .

Per fare questo si è deciso di ripristinare l’originaria chiusura delle testate  riqualificando le superfici verticali e la pavimentazione. L’obbiettivo è stato di ricreare uno spazio accogliente di elevata qualità e raffinatezza.  Viene introdotto il legno come materiale caratterizzante lo spazio della sala d’attesa.

Deck di listoni di color marrone scuro; pareti con pannelli trattati tipo Parklex di color noce medio; listelli di legno di cedro tinto della stessa tonalità delle parete a celare l’attuale lamiera preverniciata di copertura. Le scritte in acciaio inox lucido e dettagli di corrimani e fermapiedi a protezione dei serramenti e delle pareti introducono elementi di raffinato dettaglio per valorizzare l’immagine complessiva dello spazio.

Occorre notare come il rivestimento in pannelli montati su struttura metallica di sostegno, ha permesso di rettificare la posizione delle pareti eliminando le modifiche subite dall’avanzamento di quella a sud dovuta alla creazione di spazi di servizio del limitrofo spazio commerciale.

 

 

 

Le chiusure vetrate

 

Come in origine le testate vengono chiuse da pareti vetrate creando uno spazio protetto per l’attesa dei passeggeri.  Tali vetrate a tutta altezza devono garantire dalla significativa spinta dei venti e climaticamente dare una temperatura confortevole per chi sosta in attesa nel periodo invernale ed evitare il surriscaldamento estivo per la sfavorevole esposizione del fronte sud-ovest.  Pertanto si dovranno adottare vetri selettivi ad elevato potere isolante che riducano sia le dispersioni che la penetrazione dei raggi solari.

 I profili saranno in acciaio verniciato del tipo Forster®  apribili nella parte centrale e nelle specchiature laterali in basso per favorire un moto naturale convettivo dal basso verso l’alto alternando fronte est e fronte ovest a secondo della posizione del sole durante la giornata

 

 

Le superfici intonacate e il colore di facciate e parti metalliche

 

In attesa dei rilievi stratigrafici commissionati dall’Amministrazione alla Restauri san Gregorio, si sono effettuate delle prime analisi visive e prove di stratigrafia in punti sensibili quali cornicioni, davanzali, le poche modanature rimaste e in parti di intonaco attualmente deteriorati dove era gia messa in vista la stratigrafia delle pellicole pittoriche e dell’intonaco.   Intonachi che risultano a prima vista composti da malte idrauliche con presenza di legante cementizio. Per la pellicola pittorica I più recenti lavori sono stati eseguiti con prodotti in spessore al quarzo. In alcuni punti  tale pellicola è deteriorata  e sono in atto fenomeni di degrado caratterizzati da dilavamento ( dovuto soprattutto alla mancanza di sporti di gronda a protezione delle superfici) ed esfoliazione.

Il progetto prevede sostanzialmente lavori di  rimozione della pellicola al quarzo e delle parti  di intonaco e distaccate,  la successiva rasatura di tali  lacune con prodotti idonei al tipo di intonaco presente, una rasatura  dell’intera superficie rasanti ai silicati di potassio e una finale pitturazione sempre a base di silicati di potassio.

La sequenza delle colorazioni succedutasi nel tempo non è ancora certa e si attendono le risultanze dell’indagine stratigrafica per definire con maggiore precisione la successione delle colorazioni usate sia per le superfici intonacate che per le parti metalliche. Oltre alla recente colorazione gialla sono presenti diversi strati di pitture soprattutto a base di tempera di diversa colorazione.  La prima tinta risalente all’edificio del 1903 è di color giallo paglierino molto chiaro. Successivi strati pittorici si presentano di color verde acqua e giallo ocra.

Le strutture metalliche sono ricoperte da smalti marroni, si attende anche per queste l’analisi stratigrafica.

Da una osservazione iniziale, alternati a stati di minio si è trovata una pittura di smalto grigio.

Allo stato attuale della progettazione i colori dei materiali adottati sono sostanzialmente due: il marrone per le parti lignee e la pitturazione delle strutture metalliche e il grigio per le pavimentazioni esterne e i dettagli di facciata.

Si ipotizza di adottare per le facciate un color grigio chiaro.  La considerazione non si basa su dati storici  (che si otterranno dalle stratigrafie), ma sulla scelta di voler dissolvere nell’atmosfera  i volumi,  che per molte giornate o parti di giornate dell’anno, risultano immersi nei  colori e velature grigie e grigie azzurrate.

 

I serramenti in progetto sono previsti di color ruggine. Dello stesso colore si prevede la riverniciatura delle strutture esistenti. Per motivi di carattere economico, si devono mantenere i serramenti di recente realizzazione in alluminio anodizzato nero.  In fase di esecuzione delle opere si chiederà all’amministrazione di impiegare l’importo del ribasso per la loro sostituzione.

 

Rimane implicito che i colori verranno concordati con la Sovrintendenza in fase di realizzazione e con il supporto della relazione stratigrafica.

 

La ricopertura dell’intradosso e dell’estradosso dell’attuale manto in lamiera grecata

 

L’attuale lamiera funge da supporto sia al nuovo manto che alla listellatura di mascheramento della faccia in vista di lamiera grecata. La creazione di un locale chiuso parzialmente climatizzato, ha reso necessaria la messa in opera di un pacchetto di copertura costituito da strati isolanti posti nella sottostruttura del nuovo manto e al di sotto dell’attuale lamiera grecata. In tal modo distribuendo gli spessori necessari per ottenere un sufficiente  isolamento termico  si è riusciti a foderare l’intradosso senza nascondere le travature metalliche di inizio XX secolo.

 Il materiale adottato per la copertura è lo zinco titanio pre-patinato, pertanto di color grigio, al posto dell’attuale finitura marrone testa di moro. Internamente una listellatura di  esenza di Hemlock, copre la lamiera e lo strato di isolamento interno, conferendo dignità allo spazio di attesa, trasformato da sola tettoia di transito e sosta non protetta, a  spazio di accoglienza dei visitatori in arrivo e partenza.

 

 

La distribuzione funzionale degli spazi

 

Le scelte effettuate sono il frutto di un lavoro svolto con l’Amministrazione e la Direzione della navigazione del Lago Maggiore. da una parte si è convenuto di liberare lo spazio centrale restituendogli la funzione di rappresentanza, porta di accesso alla città e togliere le strutture provvisionali addossate all’edificio, inserendo una destinazione confacente alla funzione dello scalo marittimo ( sportello informazioni turistiche lotto 3b)

La hall di accesso

 

Rimossa l’attuale biglietteria, lo spazio centrale è reso disponibile per il transito e la sosta dei viaggiatori e per chi si dovrà recare all’ufficio informazioni.  Vi si accede mediante porte a vento racchiuse nella facciata est da una bussola dotata di controporta di sicurezza e a ovest in un volume arretrato rispetto al piano di facciata, le cui pareti laterali proteggono le zone di attesa.  Tali spazi laterali in origine erano destinati alla sola sosta, mentre nel progetto definitivo quella a nord presenta lo sportello della biglietteria. In precedenti versioni tale funzione era nella parte est di tale corpo di fabbrica,. Per necessità espresse dalla direzione della Navigazione Lago Maggiore, si è dovuta spostare nella posizione illustrata, eliminando una panca per l’attesa.   Il resto dello spazio dell’atrio funge da disimpegno per il transito dei naviganti.

 

Gli spazi di servizio del corpo nord

 

Prevalentemente a servizio della navigazione in tale volume vi si trova la biglietteria, uno spazio di deposito dell’attrezzatura necessaria per la gestione dello scalo il servizio igienico del personale e il punto di controllo degli arrivi sulla testa dell’edificio.  Nella parte opposta sono stati collocati i servizi igienici per il pubblico.

 

Il corpo sud ( lotto 3 b non realizzato)

Lo spazio è dedicato in gran parte al front office del servizio di informazioni turistiche. Associato ad esso un vano di servizio al personale impiegato in tale attività. La presenza della scala che collega il locale al piano superiore e da esso al terrazzo, impedisce una distribuzione più razionale degli spazi di servizio. Il piccolo vano al piano superiore sia per la forma che per l’essere posto su un altro livello accessibile solo da una stretta scala, non è facilmente utilizzabile dal punto informazioni. Rimane pertanto a disposizione come accessorio di servizio al personale o per altri usi che verranno stabiliti dalla committenza.

 

 

Tecniche costruttive applicate

 

Come si accennava in precedenza, la maggior parte delle opere che si andranno a realizzare prevedono l’applicazione a secco della maggior parte dei componenti.

Fa eccezione solamente la creazione dei sottofondi delle pavimentazioni.  Per creare un vespaio e inserire i pannelli radianti per il riscaldamento dei soli spazi pubblici , si prevede la demolizione degli attuali pavimenti e lo scavo per ottenere la profondità necessaria alla formazione del vespaio. Vespaio che sarà composto da massetto armato e da pannelli di vetro cellulare al fine di ridurre la profondità di scavo.

Per il resto  il progetto prevede: 1- pareti perimetrali: applicazione all’interno di pannelli di gesso e isolante ; 2- nuove partizioni interne: strutture di carton gesso. 3- soffitti: carton gesso e strato di isolante;  4- contropareti della sala d’aspetto: pannelli di legno tipo Parklex montati a secco su struttura di alluminio; 5- soffitto sala d’aspetto: listellatura di legno avvitata sull’intradosso dell’attuale manto di copertura;  6- pavimentazioni in listoni di legno montati su magatelli di alluminio; 7- ridefinizione delle irregolarità esterne nelle teste esterne della sala d’aspetto con lastre di granito applicate a secco su strutture di metallo; 8- quinta esterna in listelli di pietra sorretta da struttura metallica distanziata dall’edificio.

 

Impiantistica

 

Si è previsto un impianto di riscaldamento a pannelli radianti per la hall centrale che servirà a mantenere una temperatura idonea all’attesa dei viaggiatori d’inverno.

  Per l’ufficio turistico ( lotto 3b non realizzato)  si adotteranno pannelli radianti a soffitto. tali impianti saranno serviti da caldaia a condensazione alimentata a gas. Diversamente per esplicita richiesta della direzione della navigazione , i loro spazi prevedono un sistema di riscaldamento e raffrescamento elettrico fornito da  fancoil a soffitto alimentati da pompa di calore posta sulla copertura piana.  L’impianto elettrico  viene ridotto al minimo indispensabile e viaggerà solamente lungo il perimetro delle stanze nello stesso spessore del pavimento radiante, mentre sfrutterà la presenza dei controsoffitti  e delle controparti per ridurre le tracce nelle murature.

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