TRIESTE

Piazza Goldoni

2002  /  2005

 

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Se dovessimo immaginare piazza Goldoni come parte del “corpo” della città di Trieste pensiamo subito ad un “cuore pulsante” nel quale i flussi di movimento si incontrano per poi irradiarsi nelle “arterie cittadine”.

La caotica vitalità della piazza con l’andirivieni della gente e dei veicoli si esalta nel frastuono dei motori, nel vociare delle persone e nell’acre odore dei fumi di scarico.

Questo suo essere motore di movimenti e di relazioni le assegna un carattere unico e poliedrico : passare in auto, parcheggiare la moto, aspettare e prendere un autobus, sostare su una panchina, leggere un giornale, bere un caffe, osservare una locandina, entrare e uscire da un negozio, dialogare con un passante, tutte le attività ascrivibili ad uno spazio pubblico esterno si concentrano contemporaneamente nella piazza.

La sua sfaccettata identità rispecchia la particolarità del contesto dove i differenti tessuti storici della città si incontrano senza legarsi e generano una pluralità di orientamenti e direzioni.

Lo spirito del progetto è governare questa molteplicità  d’utilizzo e di geometria della piazza riconnettendola al contesto più ampio del tessuto urbano storico. Passato e presente vivono nella proposta progettuale lasciando aperta la porta ad un possibile completamento sotteso dalla matrice geometrica che pervade l’intera area.

 

 

La matrice geometrica

 

L’orientamento della pavimentazione riprende la giacitura del tessuto Teresiano sull’asse di via Mazzini in previsione di una sua possibile pedonalizzazione e riqualificazione in  armonia con l’intervento già realizzato di via S.Nicolò all’interno del centro storico.

Le fasce di pietra chiara cadenzano con un ritmo regolare il fronte dei quartieri ottocenteschi e penetrano nella superficie della piazza fino al piede degli edifici che fronteggiano l’area pedonale.

All’interno delle campiture le lastre di pietra scura si orientano in direzione perpendicolare ai movimenti pedonali dei marciapiedi per riprendere nell’area centrale la tessitura originaria dell’antica piazza della Legna.

La saldatura della superficie pedonale dell’invaso è ottenuta attraverso la pavimentazione dei percorsi pedonali principali d’attraversamento in modo da evidenziare un’isola asfaltata che accoglie le banchine di sosta delle linee pubbliche.

La scansione della pavimentazione prosegue con una leggera rotazione verso via Silvio Pellico per legarsi alla Scala dei Giganti ed armonizzare questo tratto di strada con il disegno della piazza.

 

Gli elementi del progetto

 

Il monumento urbano

 

In asse a via Mazzini e nel centro della piazza un obelisco di vetro, dedicato alle vittime dei regimi totalitari, è in relazione alle vie di accesso e diventa segnale a scala urbana che si rivolge al mare.

Faro urbano, fiaccola della memoria, vive di luce propria a perenne ricordo di vite spezzate.

Composto dalla sovrapposizione di lastre di vetro acidate riflette e filtra la luce del giorno e irradia di notte sulla piazza un fascio luminoso che partendo dalla base si specchia nell’ultimo vetro.

Anonimi nomi serigrafati in tutte le lingue sulle lastre di vetro filtrano la luce e l’insieme si riflette sulla superficie dell’acqua ai piedi del monumento.

 

 

 

Il portale fontana

 

La successione di setti allineati alle fasce di pietra chiara crea un diaframma, orientato in direzione della Scala dei Giganti, tra l’isola asfaltata e la parte pedonale.

Chiuso nella parte superiore da un lungo architrave orizzontale si trova a cavallo di un canale d'acqua che divide lo spazio e contorna l’area del monumento.

Tale elemento crea un fondale alla piazza

L’acqua pompata nei canali contenuti dai tegoli superiori ricade attraverso fessure orizzontali formando lame che inquadrano il monumento.

L’effetto contribuisce a separare visivamente le due zone e genera con la ricaduta dell’acqua un suono di fondo costante che spegne il caotico rumore del traffico.

 

Il muro con le panchine

 

In corrispondenza dell’attraversamento pedonale in prosecuzione di via ………., il portale s’interrompe ed un muro più basso prosegue con la stessa direzione dei setti per definire lo spazio pedonale.

Il muro incorpora le panche di legno alternate agli alberi e separa la parte pedonale dalla via di attraversamento e dal parcheggio dei motorini disegnato come un porto di ormeggio contornato dai cordoli.

Il basso muro e gli alberi formano una quinta che chiudono il lato più "debole" della piazza, sia per la presenza di un basso edificio che è stato completamente alterato nella zoccolatura con aperture disomogenee che per l'incombenza di caseggiate edificati nel pendio superiore che sale verso il parco di S.Giusto.

All’estremità del parcheggio dei motorini si trova il compattatore di rifiuti a scomparsa che beneficia, in determinate ore notturne, dell’intera superficie del parcheggio per le operazioni di carico e scarico dei cassoni.

Al termine, in corrispondenza del passaggio pedonale verso corso Saba il muro si ripiega e avvolge la stazione di rilevamento dell’aria con le sue strumentazioni.

 

Il vassoio porta stendardi

 

La piazza converge verso il passo Goldoni in un trapezio che ha come sfondo una decorosa palazzina al numero civico 2.

La presenza della strada che si immette sull'asse di via Carducci non permette una ricongiunzione della pavimentazione dello spazio pedonale centrale e suggerisce l'inserimento di un elemento di mediazione che non occlude la prospettiva verso l'edificio ma al contempo sottolinea a livello della pavimentazione la chiusura dell'invaso pedonale centrale.

Un piano rialzato in pietra chiara sul quale sono istallati quattro pali per stendardi o bandiere si frappone tra la strada e la piazza.

Il vassoio appartiene all'orditura della pavimentazione che nasce dal fronte degli edifici di fondo come le dita di un piede che si allungano nello spazio a delimitare le zone riservate alle strutture temporanee delle pergole dei bar.

Si protende a chiusura finale dell'invaso per formare con il muro contrapposto l'ingresso pedonale in continuazione di corso Saba.

 

Viabilità e parcheggi

 

Vengono confermate le previsioni del Piano Generale Urbano del Traffico e la viabilità esistente con gli attraversamenti pedonali principali da garantire.

L'eliminazione del passaggio pedonale ora presente in continuazione alla via Mazzini consente di togliere una batteria di semafori e di allungare le corsie di accumulo dei veicoli che lasciando via Carducci si immettono nella piazza in direzione della Scala dei Giganti.

L'isola asfaltata che accoglie le banchine degli autobus è disegnata sul limite dei marciapiedi attuali in modo da non ridurre l'ampiezza del calibro stradale e facilitare le manovre di rotazione e di inversione di marcia di tutte le linee degli autobus pubblici che passano da piazza Goldoni.

Attorno all'area centrale pedonale le vie vengono ricalibrate ed i marciapiedi vengono rettificati in funzione degli assi stradali che mantengono il numero di corsie esistenti.

Per evitare l'inquinamento visivo dovuto alla presenza dei motorini parcheggiati lungo i margini dei marciapiedi, il progetto propone di concentrare tali parcheggi in un'unica area dietro il muro delle panchine con il vantaggio di avere un unico punto di ingresso ed uscita dal parcheggio che migliora la sicurezza nella manovra di parcheggio.

 

Attività presenti nella piazza

 

Tutte le attività presenti vengono riorganizzate ed ordinate al nuovo disegno.

Le pensiline degli autobus aumentano la loro dimensione in relazione al numero delle linee da servire e si orientano in direzione perpendicolare alla giacitura della pavimentazione.

La stazione di rilevamento dell'aria viene integrata nel muro di fondo ed il compattatore di rifiuti a scomparsa con apertura non a ribaltamento è inserito sul fondo del parcheggio dei motorini.

Le due edicole si allineano ai percorsi pedonali e le pergole dei bar con i tavolini e le sedie si inseriscono nei campi di pietra chiara protesi verso lo spazio centrale pedonale.

I pali portastendardo assolvono la funzione di comunicare, in un punto nevralgico per la circolazione stradale e pedonale, le manifestazioni, le mostre, gli eventi della città.

 

Materiali di pavimentazione e degli elementi

 

La pavimentazione si armonizza con i recenti interventi del centro storico e piazza Unità con l'utilizzo di due materiali con dimensioni di lastre e finiture superficiali differenti: la pietra aurisina chiara per i cordoli, le linee che disegnano la pavimentazione e le campiture da mettere in evidenza e l'arenaria di Muggia scura per le campiture di riempimento e gli attraversamenti pedonali.

Lo spessore delle lastre (da 6 a 10 cm) ed il relativo massetto di sottofondo variano in funzione dell'utilizzo delle superfici e del carico che devono sopportare, minore per le parti esclusivamente pedonali e maggiore nelle zone di saldatura che attraversano le strade.

Le strade d'attraversamento mantengono la loro finitura in asfalto con la sezione delle corsie, le segnaletiche orizzontale (strisce bianche) e verticale (semafori) aderenti alle prescrizione fissate dal Codice Stradale.

Il monumento alle vittime dei regimi totalitari, alto 12 metri, è composto da un traliccio centrale in acciaio inox dal quale si staccano delle mensole di aggancio dei vetri.

I vetri, distanziati di 10 cm, sono composti da due lastre da 1 cm temperate e stratificate, forate nella parte centrale (diametro 50 cm) e con sagoma variabile in altezza, circolare alla base e quadrata al vertice.

Essi si avvalgono della tecnologia del vetro strutturale per sopportare le deformazioni indotte dai carichi permanenti ed accidentali (il vento) e dalle dilatazioni termiche, ogni vetro infatti è vincolato alla struttura reticolare centrale da quattro rotulles sostenute dalle mensole.

Alla base del monumento un proiettore lancia un fascio di luce che percorre il foro centrale e si rifrange sulla parte specchiante dell'ultimo vetro di chiusura.

Il portale fontana ed il muro con le panche di legno sono rivestiti con lastre di pietra aurisina chiara in affinità alla Scala dei Giganti.

Gli altri elementi utilizzano il ferro ed il legno (pali portastendardi) o il ferro ed il vetro (pensiline degli autobus).

 

L'illuminazione della piazza

 

Se per le strade percorse dal traffico veicolare deve essere garantita un'illumazione costante a terra per una corretta visibilità dei veicoli che percorrono la piazza, per la parte pedonale l'illuminazione si lega ed evidenzia gli edifici di pregio al contorno e gli elementi della piazza.

Oltre alla presenza centrale del monumento, faro urbano che proietta la sua luce in ogni direzione, sono state inserite alla base dei setti murari e tra le panchine delle lampade che proiettano un'illuminazione radente sulla pavimentazione per mettere in evidenza le fasce della pavimentazione.

Lungo il canale dei proiettori subacquei irraggiano le lame d'acqua che scendono dal portale fontana e alla base dei pali stendardo sono incassate nella pavimentazione delle lampade per illuminare dal basso i gonfaloni.

E' auspicabile come già sperimentato con efficacia in piazza Unità che alcuni palazzi di pregio possano essere illuminati in modo da risaltare come pareti illuminate di una stanza, in particolare potrebbero essere messi in evidenza il palazzo al numero civico 10 sul lato del teresiano e quello di fondo verso passo Goldoni e i due portici di ingresso da via Carducci oltre alla Scala dei Giganti.

In questo modo l'illuminazione non è la ripetizione di un unico elemento, scelto a catalogo, ma, in sintonia con la complessità dello spazio, si affida piuttosto alla sommatoria di una serie di situazioni di luce ed installazioni luminose che mettono in risalto gli elementi e gli edifici presenti nella piazza.

L'illuminazione stradale è composta da una serie di pali allineati lungo la direzione verso la Scala dei Giganti ed è segnata anche dalla presenza di lampade incassate a formare una punteggiatura che oltrepassata l'isola asfaltata ci indirizza alla galleria sotto la Scala dei Giganti.

 

Fattibilità ed economia del progetto

 

Il progetto tiene conto della difficoltà realizzativa in relazione alla impossibilità della chiusura totale della piazza e del relativo mantenimento della circolazione stradale.

La scelta di valorizzare la parte centrale pedonale e i marciapiedi al contorno consente non solo di evitare l'interruzione del traffico ma va anche nella direzione di un'economia della cifra a disposizione per concentrarla dove è ragionevole elevare la qualità delle finiture.

In questo modo se da un lato non viene ridotta l'efficienza funzionale dello spazio, che mantiene le attuali potenzialità di accesso e di utilizzo, dall'altro lato si evita di proporre soluzioni architettoniche che a lunga durata potrebbero portare ripercussioni negative sul costo gestionale dei manufatti.

Questo pragmatismo che persegue nella soluzione proposta la mera funzionalità dello stato di fatto non preclude la ricerca di una soluzione, legata alla specificità del contesto, che concilia l'efficienza funzionale richiesta con la qualità architettonica.

 

Conclusione

 

Piazza Goldoni, "centro di raccolta delle borgate cittadine e punto nevralgico del traffico pedonale e veicolare", lascia al passante l'impressione di uno spazio che, in antitesi all'artificialità dei nuovi luoghi di ritrovo e socializzazione, continuerà per sempre ad esercitare il suo ruolo centrale di spazio pubblico.

La notte spegne lentamente tutte le attività e nella città che si addormenta il “cuore pulsante” riduce i suoi battiti.

Publication

 
 

Drawings

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