INDUNO OLONA

Scuola di musica

2009  /  2015

 

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L’intervento per una nuova scuola di musica e servizi comunali ha riguardato, da una parte il risanamento conservativo delle due ali più storiche del palazzo, affacciate rispettivamente su via Porro e su piazza Giovanni XXIII a Induno Olona, e dall’altro l’inserimento al centro della corte interna, di un nuovo corpo per le nuove sale di musica. L’inserimento del nuovo corpo è seguito allla demolizione dell’ala est su due piani di più recente costruzione adibita a box per gli automezzi comunali, consentendo di liberare l’affaccio sul pendio naturale. L’edificio di due piani, già sede del municipio, è stato costruito presumibilmente all’inizio dell’ottocento e successivamente modificato e ampliato. Negli anni 80 è stato operato un intervento che ha modificato sensibilmente la natura del manufatto preesistente, introducendo un passaggio porticato pubblico sulla via Porro. Questa scelta, che rientrava in un più ampio programma di dotazione di portici per una migliore salvaguardia del passaggio pedonale che ha coinvolto ampie parti della via Porro, ha procurato una alterazione sostanziale degli spazi di piano tera dell’edificio, riucendone la profondità dei locali e rendendone limitato l’utilizzo. La verifica preliminare con la Soprintendenza ha messo in evidenza questa situazione e pertanto si è voluto studiare una soluzione che sanasse questa manomissione dell’edificio, eliminando il passaggio e restituendo l’intera superficie dei locali agli usi previsti in progetto. Il tema progettuale affrontato nell’intervento sull’edificio esistente, che investe il rapporto tra le esigenze di conservazione della struttura preesistente ed il soddisfacimento dei requisiti funzionali e impiantistici di cui il nuovo intervento necessita, è stato quello di sfruttare al massimo le potenzialità dimensionali e distributive degli spazi esistenti, senza peraltro rinunciare a dare più logica architettonica agli ambienti stessi mediante l’inserimento di un nuovo ascensore e di un atrio di ingresso unitario che funziona da fulcro alle diverse attività che graviteranno sulla struttura, di dimensioni adeguate ad accogliere le principali funzioni di accesso del pubblico e degli studenti della scuola di musica. La scala principale è stata ricollocata nella sua sede originaria con un nuovo manufatto in ferro e vetro, tenuto staccato dalle murature originarie, e sono state inserite due nuove unità bagno idonee per gli usi di progetto previsti ed accessibili ai disabili. Gli ambienti storici interni al nucleo originario ottocentesco sono stati depurati dalle aggiunte e superfetazioni che si erano via via stratificate nel tempo, conferendo agli spazi una più immediata percettività, e dismettendo le strutture del piccolo museo, che verrà ricollocato in altri spazi comunali. Si è cercato di mantenere il più possibile le strutture principali esistenti all’interno, nel rispetto delle caratteristiche originarie, limitando all’indispensabile la creazione di nuove aperture o l’allargamento di quelle esistenti per evitare onerose opere di cucitura o di sostituzione di elementi portanti, e limitando gli interventi sulle facciate ad un risanamento conservativo degli elementi preesistenti, in relazione anche al budget limitato.

Dovendo necessariamente individuare nuovi spazi per la scuola di musica, che per dimensione e caratteristiche non potevano essere collocate all’interno dei locali esistenti, la soluzione architettonica individuata è stata quella di occupare lo spazio interno del cortile, liberato dei corpi impropri e affacciato sul pendio naturale, con l’introduzione di un nuovo volume quadrato di 12,40 metri di lato, distribuito su due piani. A piano terra trova spazio una sala polifunzionale per 100 posti a sedere, interamente vetrata e caratterizzata dal controsoffitto modulato, ed al primo piano le cinque nuove aule per l’insegnamento inividuale. Il nuovo corpo, caratterizzato da una struttura in carpenteria metallica, è rivestito all’ esterno con pannelli in multistrato di legno ad evocare una “cassa armonica”, e mantenuto staccato di circa due metri dall’edificio esistente, per consentire la creazione di un disimpegno perimetrale di distribuzione, coperto da una vetrata a circa sette metri di altezza, che al primo piano attraverso un nuovo ballatoio aereo collega i due corpi, antico e nuovo, e mette in relazione scala e ascensore. L’impianto distribuitivo consente poi di aprire un passaggio pubblico che lambisce la sala multifunzionale e mette in collegamento il portico di piazza Giovanni XXIII allo sbocco su via Porro. Due i principali materiali utilizzati per le pavimentazioni; legno merbau listellare e lastre di pietra grigia. I serramenti aggiunti nella galleria e nel corpo nuovo sono in acciaio verniciato, mentre le porte a vetri interne al corpo esistente sono in legno smaltato.

Il progetto non è stato interamente realizzato, e prevede di riutilizzare alcuni spazi del piano terra per il nuovo centro di aggregazione per gli anziani e l’ambulatorio, entrambi con accesso indipendente, e di completare le parti esterne con rivestimenti lapidei per le pavimentazioni ed il muro che contiene il pendio e la formazione di una vasca d’acqua.

Per quanto riguarda gli impianti sono stati inseriti impianti e attrezzature sanitarie che assicurano agli utenti non autosufficienti o parzialmente autosufficienti (disabili) visitabilità e possibilità di utilizzo. La scelta progettuale del tipo di impianto per il riscaldamento, è stata dettata da criteri di semplicità ed economicità di installazione, semplicità di gestione e rapidità di messa a regime, secondo questi principali orientamenti:

  • impianto generale di riscaldamento a pavimento che garantisce un adeguato comfort, non occupa le pareti con radiatori e non è rumoroso (come x es.mobiletti fan-coils) con linee di alimentazione passanti nell’ampia intercapedine esistente fra il controsoffitto del piano terra ed il pavimento del primo piano;

  • trattamento con aria primaria per la sala polifunzionale, con le tubazioni inserite nel controsoffitto ed alimentate da una macchina UTA in copertura

  • rifacimento della centrale termica con macchine collocate in copertura integrate con pannelli solari. L’impianto elettrico ha integrato le linee esistenti, a partire dall’intercapedine fra p.t. e primo piano, con nuove connessioni sottotraccia in modo da garantire adeguati sistemi di interconnessione fra le parti ed inserire le necessarie predisposizioni per dotazioni speciali (fonìa interna, cablaggi speciali, reti computer, controlli automatici ingressi, impianti volumetrici di sicurezza, controlli video, ecc.)

La regolazione e gestione delle varie componenti elettriche e della sicurezza sono concentrate in un unico quadro sinottico e ad ogni piano trovano posto singoli quadri elettrici. La scelta dei corpi illuminanti e delle fonti luminose, sia interne che esterne, garantiscono requisiti di sicurezza ed efficienza oltre a porre in risalto i caratteri degli edifici e degli spazi sia preesistenti che nuovi.

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