LUINO

Giardino palazzo Verbania

2009  /  2015

 
1/0

Impostazione progettuale incentrata sulla valorizzazione paesaggistica dell’area esterna al Verbania, materializzata nella creazione di una scalinata che collega il giardino alla sponda lacuale. Innesto architettonico significativo rispetto al resto dell’intervento, che registra l’adozione di elementi ‘minimali’ di riqualificazione delle superfici.  Scelta mirata ad una strategia che superando il contingente, si pone nell’alveo di un ripensamento sostanziale del lungolago. Pertanto buona parte delle risorse economiche sono state dedicate a questo inserimento spondale.

L’area esterna del Verbania, è parte di quella creazione di terrapieni succedutisi  sul finire del secolo XIX. Pertanto aree artificiali, funzionali nel rispondere ad una serie di attività che nel tempo si sono perse ( pertinenza del Sempione) o sono state dismesse come la ferrovia.

Alterate in gran parte nel corso del XX secolo le sue originarie caratteristiche (scompare ad esempio la recinzione), partecipa alla stato attuale alle trasformazioni ad uso pubblico del water front di Luino.

La specificità del luogo.

Dell’originario giardino dell’edificio liberty, rimangono solo alcune fotografie dell’epoca, non rinvenendo traccia delle originarie aiuole e della loro vegetazione. Anche la recinzione è scomparsa e l’edificio si relaziona ora con un contesto più ampio, forse solo ora proporzionato alla sobria stereometria della successiva trasformazione in albergo.

Pertanto il quesito a cui il progetto ha tentato di rispondere è il seguente: come  si intende rendere manifesto il dialogo di tale spazio con gli spazi limitrofi del lungolago, senza omologarsi, affermando una sua specificità, ma anche evitando la ripresa di pseudo stilemi liberty (stante anche la scomparsa di tracce evidenti da conservare)?

Occorre tenere in considerazione che l’edificio si è trasformato possedendo ora un ruolo pubblico con un valore aggiunto dato dalla funzione culturale. In tal senso la veste che si vorrà dare anche agli spazi esterni ne dovrà tener conto. 

I criteri e gli obbiettivi principali che hanno guidato la progettazione sono stati:

1 studio del rapporto dell’edificio con il paesaggio

2 implicazioni progettuali del ruolo culturale dell’edificio

3 veste essenziale e sobria degli elementi inseriti

4 studio dei coni visivi, mediante collocazione mirata di essenze vegetali  

Il rapporto con il paesaggio è stato imprescindibile nella definizione delle modifiche e  dei nuovi elementi  inseriti.  Il progetto si è di fatto concentrato sulla fascia spondale, inserendo elementi che rimettessero al centro la percezione del paesaggio lacuale inserendo tale valore nel ruolo culturale sia storico che attuale dell’immobile.  Si è pertanto progettata una scalinata che costituisce di fatto il secondo punto di accesso al lago presente su tratto prospicente l’abitato  ( oltre alla gradonata a fianco dell’imbarcadero). Tale funzione è sublimata dalla possibilità di sostare  informalmente sui gradoni.  Qui entra in gioco il ruolo culturale dell’edificio. Anticipo percettivo della sua presenza, il piano che precede la gradonata, diviene punto per posizionare una pedana o un palco per eventi culturali ( letterari,  musicali, mostre temporanee o esposizione di oggetti, sculture…) dove si potrà instaurare un rapporto quasi intimo tra cultura e paesaggio.   Pertanto lo spazio esterno è concepito come prolungamento dell’attività culturale dell’edificio e della memoria di Vittorio Sereni che ha dedicato a tali luoghi, significative prose e poesie.  La scalinata ha permesso di eliminare un ostacolo alla vista, e le uniche ringhiere sono poste sui lati.

Gli elementi posti sul ciglio spondale, sono in funzione sia della creazione di un luogo raccolto intimo, ma allo stesso tempo dimensionalmente e morfologicamente dialogante con il contesto del lungolago, dove prevale un disegno essenziale, minimalista ma attento al dettaglio costruttivo. Il contrappunto vegetale costituito da una essenza a portamento colonnare come un cupressus sempervirens o, nel caso di foglia caduca,  un quercus piramidalis,  inquadra con la parete dell’edificio sul lato opposto, la vista sul lago. Tale caratteristico albero  dalla forma colonnare, l’aiuola rettangolare al suo piede e soprattutto quella a lato della veranda dalla forma volutamente ellittica, ripropongono, sfrondati da eccessi pittorici o richiami stilistici, elementi dei giardini storici delle ville.

Morfologicamente la forma triangolare del giardino che si protende sul camminamento pubblico,  estende la percezione dell’area inerbita dall’esterno e al medesimo tempo indirizza lo sguardo per chi entra nella villa verso la ‘cornice’ di paesaggio delimitata tra cipresso e quinta dell’edificio.  Nell’apice del triangolo inerbito, una composizione di tre acer palmatum dicsectum, crea una delicata quinta che ( nel suo sviluppo maturo) separerà l’accedere alla villa senza costituire una folta barriera vegetale che ne avrebbe impedito la vista con la scelta di essenze di primaria grandezza e dal fogliame folto.  Il volume tecnico degli impianti,  verrà mitigato da una macchia di arbusti perenni a fioritura sia primaverile che estiva. Per chi proviene dall’Avav, la sistemazione a prato, accompagnata dalla composizione arborea, è stata studiata in funzione  della percezione della superficie di pertinenza della villa che ora si estende percettivamente oltre il limite originario di proprietà.

Accessibilità presente e futura.

Un cenno merita lo studio dei movimenti esterni ma anche interni alla villa. Il taglio diagonale del manto erboso, oltre a inquadrare il paesaggio, costituisce un chiaro invito ad attraversare il giardino, rendendo esplicito nel futuro il percorso di lungolago a cui potrebbe essere data continuità congiungendo il parco a lago. In prima battuta la zona di pertinenza dell’Avav  dovrebbedivenire spazio di sosta attrezzato come solarium e balneazione controllata ipotizzandone una gestione del circolo velico.  Tale spazio necessiterebbe di una opportuna  privacy  e pertanto di una gestione dell’accesso  allo spazio dopo il  pontile.

Il concepire gli spazi esterni come prolungamento di quelli interni, potrebbe far ipotizzare un utilizzo della veranda quale luogo di transito e pertanto collegamento pubblico controllato in  occasione di determinati eventi culturali aperti ad un pubblico più ampio anche condotti dal solo transito occasionale sul lungolago. Per tale motivo si è pavimentata la parte esterna all’accesso alla veranda in tangenza alla balconata sopra la foce della Luina.

In tal modo la percezione di marginalità di tale punto dell’edificio rispetto ai camminamenti della passeggiata a lago, verrebbe stemperata dando oltretutto all’edificio una maggior possibilità di fruizione nel punto più scenografico dove si affaccia sul lago protendendosi con la balconata.

Gli elementi e i materiali del progetto

La scalinata - L’attuale conformazione della sponda è legata a motivi accidentali di raccordo tra i terrapieni costruiti in fasi differite. Il primo terrapieno del 1866, realizzato per creare un affaccio dell’hotel Sempione, aveva agli spigoli una sorta di bastioni ( quello a sud si è perso con la  creazione del terrapieno dell’attuale rimessaggio  ed è visibile sui disegni originari della costruzione dell’Avav)  Pertanto l’attuale ‘anomala’ conformazione, nacque solo da motivi formali di raccordo geometrico del terrapieno sul quale sarebbe sorto il Verbania e  quello già costruito dell’Hotel. Tale particolare conformazione, non possiede alcuna motivazione  di ingegneria spondale , né origina da esigenze di approdo o in genere di natura nautica.  Se lo sperone inclinato a 45° apparteneva al terrapieno del Sempione,  il tratto rettilineo e la forma semicircolare vennero costruiti con il terrapieno del Kursal. La stessa diversità costruttiva e geometrica ( piano inclinato il primo,  retto il secondo) e le diverse quote dei piani, ne è la riprova.  Digressione storica, dalla quale si evince la legittimità, o meglio, la necessità di dare un senso a questa  conformazione nata da fatti storici contingenti che ora, con la scalinata viene sublimata in una occasione di contatto privilegiato con il lago. La scalinata è costruita nella rientranza attuale, pertanto interamente all’interno del limite spondale.

  • Le pavimentazioni - Richiamo alla tradizione dei giardini storici, viene adottato il ghiaietto sciolto steso su strato consolidato di calcestre. Nei bordi e nei tratti che individuano punti di maggior transito pedonale viene sostituito con un getto di cemento e ghiaietto lavato, al fine di ridurre la manutenzione e mantenere in ordine lo strato superficiale sciolto. Tale finitura sostituisce il prato per permetterne l’utilizzo in occasione di limitate manifestazioni .Nell’intorno della villa viene eliminata l’attuale pavimentazione di porfido, in pratica demolita dai lavori di ristrutturazione dell’immobile attualmente in corso.

  • Le bordure- Per delimitare le superfici, le bordure come la fioriera ellittica il contenimento del leggero declivio, viene utilizzata la lamiera di acciaio corten. Materiale che si fonde con il terreno risultando elemento minimale per le contenute dimensioni e visivamente ‘neutro’ rispetto a scelte di materiali lapidei che inoltre richiedono inoltre sottostrutture cementizie di appoggio. Materiali lapidei saranno adottati nelle bordure della veranda dell’edificio e a contorno della pedana in corrispondenza della scalinata. 

  • Struttura metallica della ringhiera - Elemento studiato per apparire visivamente molto trasparente, costituito da tondini di acciaio dall’ancoraggio al piede invisibile senza corrente inferiore in vista. La struttura del Il corrimano sarà costituito da una semplice piattina di acciaio. Realizzata in acciaio inox nelle parti incassate, verrà verniciata di color grigio medio non eccessivamente scuro, per dissimularne la presenza con le tonalità cangianti dello scenario lacuale. Staticamente è stata calcolata per garantire le prestazioni imposte dalle normative. Pertanto per utilizzare solo piatti e non tubolari, e mantenere una certa leggerezza percettiva, è stato introdotto un elemento di irrigidimento per ogni piantana. Una sorta di puntone obliquo che accoppiandosi con il montante, permette di raggiungere idonei livelli di rigidezza.Il sistema statico della ringhiera possiede inoltre ulteriori riserve in quanto lo schema statico non tiene conto del contributo dell’attacco a terra del corrente inferiore.

  • L’illuminazione - Le fonti di illuminazioni saranno limitate e integrate nei manufatti. Si vuole evitare la presenza verticale di oggetti non congrui con la villa. Spostato il lampione a bocce su piedistallo lapideo nell’apice del triangolo inerbito; le fonti luminose saranno predisposte sotto la gronda dell’edificio sia sul lato sud con sue proiettori , sia sul lato nord con un solo proiettore. Ogni proiettore avrà una linea dedicata per poter gestire i livelli di illuminamento. In tal modo si potrà garantisca la sicurezza con l’accensione di un solo proiettore per lato e aumentare i lux in occasione di manifestazioni o in alcune ore di maggior presenza di visitatori. Si predisporrà inoltre per la collocazione di eventuali proiettori con idonea ottica concentrata per creare luci appropriate in relazione all’utilizzo dell’area esterna all’edificio. Verranno adottate strip led a fonte nascosta, lungo il perimetro del primo gradone della scalinata per aumentarne la visibilità in funzione soprattutto di una percezione in sicurezza. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il progetto prevede inoltre la creazione di una dossale che attraversa in diagonale l’area. Una linea predisposta per proseguire nell’area adiacente e costituire pertanto una predisposizione per future più ampie sistemazioni. In tale ottica l sono stati previsti due plinti per collocare eventuali pali di illuminazione.

  • L’impianto di irrigazione

In funzione della vegetazione prevista si è strutturato l’impianto di irrigazione che prevede sia l’irrigazione delle superfici a prato con irrigatori dinamici e statici in relazione alle caratteristiche geometriche e alla presenza di alberature e arbusti; sia l ’irrigazione ad ala gocciolante per alberi, arbusti e tappezzanti.

Si sono create cinque zone, due per l’irrigazione dei prati e tre per l’ala gocciolante. Per i primi. una zona gestisce gli irrigatori dinamici preposti all’irrigazione della superficie regolare priva di ostacoli vegetali, mentre una seconda alimenta gli irrigatori statici specifici per le porzioni di superfici ritagliate tra le essenze botaniche collocate nell’area verde verso il marciapiede. Per l’irrigazione goccia a goccia, si sono unite le piante sotto un’unica zona, mentre gli arbusti sono stati separati dai tappezzanti e dalle annuali.  In sintesi un impianto tradizionale, organizzatoper rispondere all’effettivo fabbisogno idrico.

In attesa dello sviluppo tecnico commerciale nei prossimi anni, di una gestione con sensori e droni, per ottenere una irrigazione di ‘precisione’ in fase iniziale nell’agricoltura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Struttura metallica della ringhiera:

Elemento studiato per apparire visivamente molto trasparente, costituito da tondini di acciaio dall’ancoraggio al piede invisibile senza corrente inferiore in vista. La struttura del Il corrimano sarà costituito da una semplice piattina di acciaio. Realizzata in acciaio inox nelle parti incassate, verrà verniciata di color grigio medio non eccessivamente scuro, per dissimularne la presenza con le tonalità cangianti dello scenario lacuale. Staticamente è stata calcolata per garantire le prestazioni imposte dalle normative. Pertanto per utilizzare solo piatti e non tubolari, e mantenere una certa leggerezza percettiva, è stato introdotto un elemento di irrigidimento per ogni piantana. Una sorta di puntone obliquo che accoppiandosi con il montante, permette di raggiungere idonei livelli di rigidezza.Il sistema statico della ringhiera possiede inoltre ulteriori riserve in quanto lo schema statico non tiene conto del contributo dell’attacco a terra del corrente inferiore.

  • L’illuminazione

Le fonti di illuminazioni saranno limitate e integrate nei manufatti. Si vuole evitare la presenza verticale di oggetti non congrui con la villa. Spostato il lampione a bocce su piedistallo lapideo nell’apice del triangolo inerbito; le fonti luminose saranno predisposte sotto la gronda dell’edificio sia sul lato sud con sue proiettori , sia sul lato nord con un solo proiettore. Ogni proiettore avrà una linea dedicata per poter gestire i livelli di illuminamento. In tal modo si potrà garantisca la sicurezza con l’accensione di un solo proiettore per lato e aumentare i lux in occasione di manifestazioni o in alcune ore di maggior presenza di visitatori. Si predisporrà inoltre per la collocazione di eventuali proiettori con idonea ottica concentrata per creare luci appropriate in relazione all’utilizzo dell’area esterna all’edificio. Verranno adottate strip led a fonte nascosta, lungo il perimetro del primo gradone della scalinata per aumentarne la visibilità in funzione soprattutto di una percezione in sicurezza.

 

 

 

 

 

 

 

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Il progetto prevede inoltre la creazione di una dossale che attraversa in diagonale l’area. Una linea predisposta per proseguire nell’area adiacente e costituire pertanto una predisposizione per future più ampie sistemazioni. In tale ottica l sono stati previsti due plinti per collocare eventuali pali di illuminazione.

  • L’impianto di irrigazione

In funzione della vegetazione prevista si è strutturato l’impianto di irrigazione che prevede sia l’irrigazione delle superfici a prato con irrigatori dinamici e statici in relazione alle caratteristiche geometriche e alla presenza di alberature e arbusti; sia l ’irrigazione ad ala gocciolante per alberi, arbusti e tappezzanti.

Si sono create cinque zone, due per l’irrigazione dei prati e tre per l’ala gocciolante. Per i primi. una zona gestisce gli irrigatori dinamici preposti all’irrigazione della superficie regolare priva di ostacoli vegetali, mentre una seconda alimenta gli irrigatori statici specifici per le porzioni di superfici ritagliate tra le essenze botaniche collocate nell’area verde verso il marciapiede. Per l’irrigazione goccia a goccia, si sono unite le piante sotto un’unica zona, mentre gli arbusti sono stati separati dai tappezzanti e dalle annuali.  In sintesi un impianto tradizionale, organizzatoper rispondere all’effettivo fabbisogno idrico.

In attesa dello sviluppo tecnico commerciale nei prossimi anni, di una gestione con sensori e droni, per ottenere una irrigazione di ‘precisione’ in fase iniziale nell’agricoltura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Struttura metallica della ringhiera:

Elemento studiato per apparire visivamente molto trasparente, costituito da tondini di acciaio dall’ancoraggio al piede invisibile senza corrente inferiore in vista. La struttura del Il corrimano sarà costituito da una semplice piattina di acciaio. Realizzata in acciaio inox nelle parti incassate, verrà verniciata di color grigio medio non eccessivamente scuro, per dissimularne la presenza con le tonalità cangianti dello scenario lacuale. Staticamente è stata calcolata per garantire le prestazioni imposte dalle normative. Pertanto per utilizzare solo piatti e non tubolari, e mantenere una certa leggerezza percettiva, è stato introdotto un elemento di irrigidimento per ogni piantana. Una sorta di puntone obliquo che accoppiandosi con il montante, permette di raggiungere idonei livelli di rigidezza.Il sistema statico della ringhiera possiede inoltre ulteriori riserve in quanto lo schema statico non tiene conto del contributo dell’attacco a terra del corrente inferiore.

  • L’illuminazione

Le fonti di illuminazioni saranno limitate e integrate nei manufatti. Si vuole evitare la presenza verticale di oggetti non congrui con la villa. Spostato il lampione a bocce su piedistallo lapideo nell’apice del triangolo inerbito; le fonti luminose saranno predisposte sotto la gronda dell’edificio sia sul lato sud con sue proiettori , sia sul lato nord con un solo proiettore. Ogni proiettore avrà una linea dedicata per poter gestire i livelli di illuminamento. In tal modo si potrà garantisca la sicurezza con l’accensione di un solo proiettore per lato e aumentare i lux in occasione di manifestazioni o in alcune ore di maggior presenza di visitatori. Si predisporrà inoltre per la collocazione di eventuali proiettori con idonea ottica concentrata per creare luci appropriate in relazione all’utilizzo dell’area esterna all’edificio. Verranno adottate strip led a fonte nascosta, lungo il perimetro del primo gradone della scalinata per aumentarne la visibilità in funzione soprattutto di una percezione in sicurezza.

 

 

 

 

 

 

 

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Il progetto prevede inoltre la creazione di una dossale che attraversa in diagonale l’area. Una linea predisposta per proseguire nell’area adiacente e costituire pertanto una predisposizione per future più ampie sistemazioni. In tale ottica l sono stati previsti due plinti per collocare eventuali pali di illuminazione.

  • L’impianto di irrigazione

In funzione della vegetazione prevista si è strutturato l’impianto di irrigazione che prevede sia l’irrigazione delle superfici a prato con irrigatori dinamici e statici in relazione alle caratteristiche geometriche e alla presenza di alberature e arbusti; sia l ’irrigazione ad ala gocciolante per alberi, arbusti e tappezzanti.

Si sono create cinque zone, due per l’irrigazione dei prati e tre per l’ala gocciolante. Per i primi. una zona gestisce gli irrigatori dinamici preposti all’irrigazione della superficie regolare priva di ostacoli vegetali, mentre una seconda alimenta gli irrigatori statici specifici per le porzioni di superfici ritagliate tra le essenze botaniche collocate nell’area verde verso il marciapiede. Per l’irrigazione goccia a goccia, si sono unite le piante sotto un’unica zona, mentre gli arbusti sono stati separati dai tappezzanti e dalle annuali.  In sintesi un impianto tradizionale, organizzatoper rispondere all’effettivo fabbisogno idrico.

In attesa dello sviluppo tecnico commerciale nei prossimi anni, di una gestione con sensori e droni, per ottenere una irrigazione di ‘precisione’ in fase iniziale nell’agricoltura.

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